Pronto "hub" con Magneti Marelli e Area science park
venerdì, 2 gennaio 2009
Concluso il progetto di ricerca da 1 mln euro con importanti partner. Dalla sperimentazione del tracciamento delle merci all'interno del porto, pronti per il test sul campo e per la commercializzazione.
Un software che permette di mettere il relazione tutti i soggetti che operano nel Porto di Trieste, dall'Autorità portuale ai terminalisti, dalle agenzie marittime alle dogane, agli autotrasportatori ai piloti e alla capitaneria di Porto.
Realizzato in soli 18 mesi, grazie a un progetto di ricerca che ha messo a disposizione 1 milione di euro, è ora pronto “HUB Portuale“, una innovativa infrastruttura informatica realizzata da Area di Ricerca, Teorema, Magneti Marelli, CreSM e una serie di partner operativi all'interno del Porto di Trieste, tra i quali il principale terminalista Tmt , Adriafer e Alpeadria.
Obiettivo del progetto, pienamente raggiunto in poco più di un anno, è stato quello di realizzare un “sistema di comunicazione informatica” in grado di garantire il passaggio delle informazioni in maniera istantanea tra tutti gli operatori del porto, tracciando la posizione dei container e permettendo a ogni soggetto, per le proprie competenze, di effettuare tutte le operazioni necessarie all'interno della struttura portuale in poco tempo, e informando simultaneamente tutti coloro che fanno parte del complicato processo di gestione delle merci dall'ingresso in porto fino alla loro uscita.
“Si tratta di una infrastruttura informatica in grado di rendere estremamente più veloci i tempi di gestione e movimentazione dei container all'interno di un porto – ha spiegato Michele Balbi, presidente di Teorema, la società situata in Area Science Park responsabile del “cuore” del software realizzato – mettendo in collegamento tutti coloro che operano nella struttura portuale. Sembra un paradosso, ma nei grandi porti a rallentare il movimento delle merci non è il movimento delle gru, ma la lentezza del passaggio delle informazioni. L'interazione tra diversi soggetti è infatti molto elevata, ognuno ha i propri sistemi operativi a livello informatico, e noi abbiamo costruito un sistema in grado dialogare con tutti, e di inviare informazioni su telefonini, palmari e computer di tutti i lavoratori coinvolti”.
In linea generale, l'efficienza dei grandi porti non si misura solo in termini di banchine, fondali e capacità logistica, ma anche in termini di tempistiche di gestione delle merci: l'obiettivo di questa infrastruttura informatica quindi consiste nel contribuire ad abbassare i “tempi di lavorazione” dei container accelerando i tempi di passaggio delle informazioni, permettendo a tutti di sapere dove si trova ogni singolo container, le sue caratteristiche (pesi, temperature, dimensioni, contenuto e via dicendo) e la “fase logistica” attualmente in corso. Il “tempo di gestione” di ogni singolo container – che una volta sbarcato dalla nave deve essere sdoganato, quindi preso in carico da un trasportatore e uscire dal porto – è un elemento strategico nella scelta della struttura da parte degli armatori e degli agenti marittimi, e più un porto è efficiente più possibilità ha di attirare nuovi carichi.
Coordinato da Area di Ricerca Science Park, il progetto di ricerca vede numerosi partner a livello nazionale: “Il prototipo – ha commentato Gabriele Gatti, Direttore marketing e Relazioni Internazionali. AREA Science Park – è funzionante e operativo: abbiamo avuto un importante feedback da parte dell'autorità portuale e del principale terminalista, la Tmt, elementi strategici per passare dalla fase sperimentale a quella operativa”.
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